Monumenti

Abbadia (mt. 204) è il centro del paese e sede comunale, affacciato sul lago nel bacino a nord del torrente Zerbo in vista di Mandello; conserva il grosso e antico abitato con scorci suggestivi, alcuni affreschi murali del tardo ‘400, e pittoreschi vicoli che dalla riva salgono attraversando la strada provinciale, lungo la piana alluvionale dominata dalle guglie della Grignetta.

Affacciata sulla piazzetta all’inizio del lungo lago è l’antica chiesa conventuale di San Vincenzo che dal 1788 è divenuta la parrocchiale di San Lorenzo; trasformata tra la fine ‘800 e inizio ‘900 nell’attuale edificio costituito da tre navate in stile eclettico; si possono ammirare nella navata gli affreschi di Luigi Tagliaferri (1841-1927) raffiguranti il Trionfo di San Lorenzo e le quattro virtù cardinali e nel coro l’agnello sul libro con i sette sigilli con angeli e santi, Bel pulpito ligneo (sec. XIX) e l’organo con la cassa centrale del XVII secolo. Le navate laterali custodiscono; l’altare dedicato a S. Apollonia in legno intagliato, l’altare della Madonna della Cintura (sec. XIX), una tela del XVII secolo raffigurante il Martirio di S.’Eurosia, l’affresco con Santa Giovanna d’Arco e l’altare (sec. XIX) dedicato al S.S. Crocifisso con simulacro di epoca precedente (sec. XVII).Il coro, con pavimento in marmo rosa accoglie l’altare ligneo policromo del XVII secolo e nell’abside due tele del pittore Buzzoni con la vita di S. Lorenzo.

Unito alla chiesa si riconosce il complesso dell’Abbazia Benedettina (ora abitazioni private) fondata tra il 770 e il 772 in epoca longobarda. Del convento, che fu anche sede dei serviti, custodi dei santuari della Beata Vergine dal 1272 al 1788, rimangono solo: il chiostro , notevoli affreschi (non visibili), il nome della valle formata dal torrente Zerbo “Val Monastero” e come detto, il nome del paese stesso.

Dalla chiesa ha inizio, a sinistra la nuova “passerella del Conventino” (panorama), a destra il lungolago su cui è affacciato l’antico molo e l’imbarcadero; al termine il parco di Chiesa Rotta, area attrezzata a parco giochi e lido in prossimità della primitiva parrocchiale di cui rimangono labili tracce.

In via Nazionale 107 nel centro paese si trova il Civico Museo Setificio Monti, allestito nell’antico filatoio Monti costruito fra il 1817 e il 1819 inglobando una precedente struttura per la follatura dei panni lana e un torchio da olio. Il museo propone al visitatore l’ambiente e i macchinari originali di una fabbrica di filati serici della seconda metà dell’800; nelle sale si possono osservare vari attrezzi per la lavorazione della seta; il monumentale torcitoio circolare in legno con 972 fusi, dal diametro di cinque metri e alto undici disposto su quattro piani di lavorazione, completamente funzionante e all’esterno due grandi ruote idrauliche che un tempo muovevano l’intero impianto.

ORARI APERTURA CON VISITA GUIDATA
- Tutte le domeniche e festivi dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18.
- Tutti i giorni su prenotazione

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
- Municipio o biblioteca
- Telefono 0341-731241

Nella parte alta del paese nell’omonima contrada si trova la chiesa di San Rocco,eretta come ex voto per la scampata epidemia di colera del 1836, il corpo dell’edificio è semplice con navata unica in stile neo -barocco, altare in marmo bianco-nero con ancona contenente il simulacro del Santo e una tela a olio del 1616 raffigurante San Carlo.

Borbino (mt. 239) antica frazione a sud del paese, arroccata ai piedi del ripido pendio del monte omonimo con vista sul bacino di Lecco; ha un interessante borgo con caratteristici vicoli e bella fontana–lavatoio.
Attiguo alla fontana è l’oratorio dedicato all’Immacolata Concezione ora intitolato alla Madonna della Neve, costruito dalla famiglia Pensa nel 1695 in stile barocco con navata unica e volta a botte; ha un solo altare in marmo nero a tempietto e una bella tela del XVII secolo raffigurante la Beata Vergine.

Percorrendo il sentiero del viandante verso il lago, si giunge all’ingresso del paese dove si trova l’oratorio di San Martino; del XIII secolo, edificio tardo romanico con pianta rettangolare ad una sola navata e copertura lignea con capriate a vista; all’interno (non visitabile) c’è un presbiterio con bella volta a crociera gotica e avanzi di affreschi del ‘400 e ‘500 raffiguranti un Vergine in trono, un Sant’ Antonio abate e una crocefissione con i SS. Martino e Rocco.

All’esterno si apre il cortiletto erboso, balcone naturale con mirabile vista sul primo bacino del lago e sulla Torraccia; rudere di torre medioevale, residuo di una probabile fortificazione del XII secolo a guardia di Lecco; che con la costruzione dello svincolo ha perse le tracce delle mura circostanti, originariamente era suddivisa in vari piani con copertura a capanna ed era raggiungibile da una porta (i resti sono ancora visibili dalla spiaggia) che accedeva al passo di Colòdrio per mezzo di uno stretto passaggio ricavato nel ripido costone del monte.

Percorrendo il sentiero del viandante da Borbino a Linzanico si incontra in prossimità del ponte sul torrente Zerbo, i Molini, poche case attraversate dalla roggia che dal 1495 è stata la fonte di energia che ha mosso i molini, i frantoi da olio e i filatoi del paese; continuando si giunge alla cappella della “Madonna di Caravaggio” dove a monte si trova Robianico, bel cascinale con portale decorato di stemmi cinquecenteschi e fiancheggiato dalla mulattiera che conduce ai pianori sovrastanti da cui si raggiungono i Piani Resinelli.
Dopo l’edicola, il sentiero fiancheggia la collina dove è situato il piccolo borgo di Castello, antico complesso in origine centro della signoria feudale dell’abate con resti di mura del XIV secolo e la chiesa di San Bartolomeo, in forme barocche su preesistente struttura romanica. Lasciato il colle si giunge a Novegolo, piccola frazione edificata allo sbocco della stretta Val Major.

Linzanico (mt. 267), frazione dal vivo interesse ambientale. per la quasi intatta conservazione di viuzze acciottolate su cui si affacciano edifici pittoreschi e colti, in posizione panoramica su Abbadia e Mandello.

Nella piazzetta all’ingresso dell’abitato si innalza l’ex Municipio eretto in stile neoclassico con la grande fontana–lavatoio che tale rimase fino alla data della fusione con Abbadia sopr’Adda avvenuta nel 1928.

Poco distante nel centro storico si trova la chiesa della Beata Vergine, piccolo edificio del XVI secolo, con navata unica,altare ligneo dei primi del 1600 e con tele del bassanesco Anzolo Lion della metà del XVII secolo.

Crebbio (mt. 371), il cui nome deriva dal latino “quadrivium” è situato a mezza costa su un lungo pianoro panoramico; ha un grosso borgo ricco di antiche case, cortili e vicoli; ha sede parrocchiale autonoma.

All’ingresso del paese si trova la parrocchiale di Sant’ Antonio; edificata nel 1621; si presenta in forme settecentesche con interno a navata unica e cinque cappelle laterali, ricca di pregevoli elementi e arredi barocchi, con abside intensamente affrescato e bell’organo neoclassico.

A lato della chiesa si trovano le cappelle (1901) della via Crucis con raffigurazioni a mosaico contemporanee (1968).

Nel borgo si può ammirare la piccola fontana in pietra e vedere la casa-torre residuo della serie di antiche fortificazioni che controllavano il territorio.

A monte della parrocchiale si trova Lombrino, piccolo villaggio in prossimità della mulattiera che porta ai monti; si veda il lavatoio coperto.

Discosto verso il territorio di Mandello Lario, si trova l’abitato agreste di Zana.

Tiolo è una località incastonata tra le sponde rocciose del lago e a mezza costa con numerose ville sparse in un territorio diviso fra i comuni di Abbadia Lariana e Mandello Lario.

Dalla provinciale una scalinata conduce al Santuario di Santa Maria Nascente, già dedicato a Santo Stefano con grazioso sagrato; l’edificio della fine del XIII secolo, racchiude vari dipinti e numerosi ex voto, nel coro tele del 1682 e sull’altare un affresco del 1434; la volta è coperta da affreschi del 1780.

Sopra Tiolo sul colle di San Giorgio si trova la chiesa omonima; originaria del 1000, appare nelle forme del XIII secolo. Sul lato sinistro si trova il campanile con monofore arcuate. L’interno è a navata unica con soffitto a capriate e abside con volta a crociera; da vedere un’acquasantiera di marmo, databile IX-X secolo, e l’eccezionale complesso di affreschi votivi e popolari raffiguranti i temi della salvezza, della misericordia, della dannazione e dall’arco trionfale, il Giudizio Universale, le altre numerose scene si possono stilisticamente ricondurre al XV secolo; dal piccolo cortiletto esterno si ha una bella vista sul secondo bacino del lago.

 

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